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Il 30 gennaio 2026 non è solo una data sul calendario. È il suono di un cuore che ricomincia a battere, il sibilo di una lama che fende l'oscurità dopo un'attesa di sette anni. Bandai Namco Studios ha svelato ufficialmente Code Vein II, il sequel dell'action RPG che nel 2019 fuse l'estetica anime più sfrenata con il gameplay implacabile del genere Souls-like. L'annuncio, caduto come un colpo di fucile in un silenzio carico di aspettative, ha immediatamente riacceso i riflettori su un universo narrativo che molti avevano archiviato troppo in fretta. Questo non è un semplice ritorno. È una dichiarazione d'intenti.
Il mercato dei giochi di ruolo d'azione è saturo di titoli che promettono sfida e profondità. Code Vein II non si limita a promettere. Mostra le carte. Con una Character Creator Demo già disponibile dal 23 gennaio e un'ambizione narrativa che sfida la linearità del tempo, il progetto guidato da Keita Iizuka e Hiroshi Yoshimura punta a conquistare sia i veterani del primo capitolo che una nuova generazione di giocatori. La domanda che aleggia nelle community non è più "se" uscirà, ma quanto in alto potrà spingersi.
La premessa narrativa di Code Vein II scardina la struttura post-apocalittica tradizionale. Non ci troviamo più soltanto nelle profondità di Gaol del primo gioco, ma in un mondo più vasto e articolato dove umani e Revenant coesistono in un precario equilibrio. L'evento cataclismico noto come l'apparizione della Luna Rapacis ha scatenato una piaga di Orrori, trasformando i Revenant in mostri. La speranza, però, non è perduta. Si incarna in una dinamica di coppia destinata a lasciare il segno.
Il giocatore impersona un Cacciatore di Revenant, una figura solitaria e potente. L'elemento rivoluzionario è la compagna Lou, una giovane donna dotata del potere di manipolare il tempo. La loro missione non è fermare un nemico, ma correggere il passato. Viaggeranno cento anni indietro nel tempo per unirsi alla cacciatrice Josée nella sua crociata per purificare le acque contaminate della Sunken City. Questo viaggio temporale non è un espediente. È il cuore pulsante della storia, un meccanismo che promette di esplorare le cause della caduta, non solo le sue conseguenze.
L'idea di fondere un partner narrativo centrale con la meccanica del viaggio nel tempo rappresenta una scommessa audace. Secondo un analista di mercato di Akihabara, "Code Vein II punta a superare la frammentarietà narrativa del primo titolo. Lou non è un semplice aiuto in battaglia; è il perno emotivo e il motore dell'intera trama. Questa scelta potrebbe elevare l'esperienza da una semplice caccia al boss a un vero dramma caratterizzato".
L'ambientazione gioca un ruolo da protagonista. Location come il Sunken Pylon, un intricato dedalo di metallo e tecnologia sommersa, e il MagMell Institute, già esplorabile nella demo, suggeriscono una varietà di palette visive. Si passa dalle architetture decadenti e gotiche del primo gioco a scenari che mescolano elementi industriali in rovina con una luce più naturale, seppur morente. La direzione artistica mantiene quell'identità anime inconfondibile, ma la dilata in spazi apparentemente più aperti e interconnessi.
Se la storia innova, il gameplay raddoppia la posta in gioco sul fronte dell'azione. Il sistema di combattimento si fonda sul concetto primordiale del drenaggio del sangue. Colpire i nemici non basta. Bisogna assorbire la loro essenza vitale per attivare le Abilità di Ghiandola, mosse speciali devastanti che cambiano le sorti dello scontro. La gestione di questa risorsa diventa il ritmo stesso della battaglia, una danza pericolosa tra aggressione e difesa.
Il ritorno dei Codici Sanguigni offre una flessibilità strategica monumentale. Queste classi dinamiche, ciascuna con il proprio arsenale di abilità e statistiche, possono essere cambiate in tempo reale, permettendo ai giocatori di adattarsi a qualsiasi minaccia. La novità risiede negli Jails, equipaggiamenti unici che probabilmente modificano ulteriormente le capacità del personaggio. Il combattimento viene descritto dagli sviluppatori come intenso e soddisfacente, dove la previsione delle mosse nemiche e la padronanza del proprio kit di abilità sono assolutamente determinanti.
"Il nostro obiettivo era mantenere la sfida che i fan si aspettano, ma rendere la strumentazione del giocatore più espressiva e reattiva", ha dichiarato il direttore del gameplay in un'intervista tradotta per la stampa italiana. "Il sistema dei compagni è stato completamente ripensato. In Code Vein II, il legame con il vostro alleato si rafforza in battaglia e fuori, sbloccando potenzialità narrative e meccaniche che erano solo accennate precedentemente."
Il compagno di viaggio, Lou nel caso della campagna principale, non è un fantoccio. È un alleato intelligente il cui sistema di assistenza e le abilità sinergiche promettono di rendere le boss fight dei duetti coreografati, piuttosto che solitarie prove di forza bruta. Questa scelta potrebbe essere la chiave per attirare un pubblico più ampio, offrendo un grado di difficoltà più accessibile senza tradire l'ethos del genere.
Bandai Namco ha compiuto una mossa astuta. Invece di una demo di gioco tradizionale, ha rilasciato una Character Creator Demo indipendente e gratuita. Una scelta che parla direttamente al cuore della community. I giocatori possono da subito immergersi nello strumento di creazione, forgiando l'aspetto del proprio Cacciatore di Revenant con una libertà quasi intimidatoria.
Il sistema permette di modificare ogni dettaglio: tipo di corpo, volto, acconciatura, occhi, espressioni, accessori e trucco. L'attenzione al dettaglio è maniacale, promettendo una galleria di personaggi unici che popoleranno i mondi online al lancio. La demo non si ferma all'estetica. Include l'accesso a una zona esplorabile, il MagMell Institute, una modalità Foto per scattare immagini artistiche e, curiosamente, l'accesso alle Terme, un'area che probabilmente funge da hub sociale. Il personaggio creato potrà essere trasferito integralmente nella versione completa del gioco il 30 gennaio 2026.
Questa mossa è un colpo da maestro di marketing. Trasforma l'attesa in un'attività creativa e condivisa, generando contenuti sui social media e rafforzando l'identificazione del giocatore con il proprio avatar ancor prima di varcare la soglia della storia principale. Dimostra una fiducia rara negli strumenti del gioco e nell'appeal visivo del suo universo. Resta da vedere se la sostanza giocabile reggerà il passo con lo stile. Ma per ora, il sangue nelle vene dei fan scorre di nuovo rapido. L'appuntamento è tra meno di due anni. Il conto alla rovescia è iniziato.
L'attesa per Code Vein II non è solo frutto di un'estetica anime accattivante, ma di una promessa di evoluzione profonda. Il primo capitolo, pur apprezzato per il suo stile e la sfida, spesso vacillava in termini di coerenza narrativa e rifinitura delle meccaniche. Questo sequel, al contrario, si propone come una risposta diretta alle critiche, un'opera che non si limita a replicare la formula, ma la eleva. Il gioco, che arriverà ufficialmente il 30 gennaio 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC via Steam, sembra voler colmare le lacune del suo predecessore con un'ambizione quasi smisurata.
L'integrazione di elementi soulslike con un approccio più dinamico all'hack 'n slash crea un ibrido che potrebbe definire un nuovo standard per gli action RPG di derivazione giapponese. Non si tratta più di una semplice emulazione, ma di una sintesi consapevole. La fluidità dei movimenti, la reattività dei controlli e la varietà degli attacchi, come emerso dalle prime anteprime, promettono un'esperienza di combattimento più gratificante e meno frustrante.
"Code Vein II non è solo un sequel, è una dichiarazione d'intenti. Abbiamo lavorato incessantemente per affinare ogni aspetto del gameplay, rendendo gli scontri più dinamici e strategici, pur mantenendo l'essenza della sfida che i nostri fan amano." — Hiroshi Yoshimura, Game Director di Code Vein II.
Il sistema di partner, una delle caratteristiche distintive del primo Code Vein, è stato completamente ridisegnato. Non più semplici gregari, ma veri e propri catalizzatori di strategia e sopravvivenza. La relazione con personaggi come Lou, la Revenant capace di attraversare il tempo, non è un mero espediente narrativo. Le sue abilità non solo influenzano il corso della storia, ma si traducono in vantaggi tattici concreti durante le battaglie più impegnative. Questo approccio più organico all'interazione con l'IA offre una profondità tattica che altri titoli spesso trascurano.
La narrazione di Code Vein II è intessuta attorno a una calamità globale nota come "Resurgence", un evento che ha scosso le fondamenta del mondo post-apocalittico. I giocatori sono chiamati a svelare la verità dietro questo disastro, esplorando un passato tormentato e un presente in rovina. La Luna Rapacis, una misteriosa entità celeste, è il fulcro di questa catastrofe, e la sua influenza si estende su ogni aspetto della trama. Non è un semplice sfondo, ma un personaggio silenzioso che incombe su ogni decisione.
Il viaggio tra passato e presente, facilitato dalle straordinarie capacità di Lou, non è una gimmick. È un meccanismo narrativo che permette di esplorare le origini del conflitto, di dare contesto ai personaggi e di rendere le loro motivazioni più complesse. Le relazioni tra i protagonisti non sono statiche; evolvono con la progressione del gioco, influenzando le scelte e gli esiti. Questo conferisce al racconto una densità emotiva che il primo capitolo, pur con i suoi momenti, non sempre riusciva a sostenere.
"La narrazione di Code Vein II è stata concepita per essere un puzzle, con ogni pezzo che si incastra perfettamente man mano che si avanza nel tempo. Volevamo che i giocatori sentissero il peso del passato e l'urgenza del presente." — Keita Iizuka, Produttore di Code Vein II in un'intervista a The Games Machine.
Gli ambienti di gioco riflettono questa complessità narrativa. Dalle rovine sommerse della Sunken City alle intricate foreste dell'Undead Forest, passando per l'isola isolata di MagMell, ogni location è intrisa di storia e significato. Questi non sono semplici livelli da attraversare, ma scenari che raccontano frammenti di un mondo perduto, offrendo indizi e sfide che si intrecciano con la trama principale. La cura nel design ambientale è palpabile, un chiaro segno di un team che ha imparato dagli errori del passato.
Il successo di un RPG, specialmente in era moderna, dipende in larga parte dalla capacità del giocatore di sentirsi parte integrante del mondo di gioco. La Character Creator Demo, rilasciata il 22 gennaio 2026 su PC via Steam e il 23 gennaio su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, è un testamento di questa filosofia. Ha permesso a migliaia di giocatori di creare e perfezionare il proprio Revenant Hunter con una libertà quasi sconfinata.
Le opzioni di personalizzazione sono estese: dal tipo di corpo all'acconciatura, dalle espressioni facciali agli accessori e al trucco. La possibilità di salvare fino a 64 slot di personaggi e di trasferirli direttamente nel gioco completo è una benedizione per i creatori di contenuti e per chi ama sperimentare. Questa non è solo una funzione cosmetica; è un modo per il giocatore di esprimere la propria identità e di sentirsi più connesso al proprio avatar in un mondo che, per sua natura, è alienante. Non è forse questa la vera magia dei giochi di ruolo?
"La libertà di creazione del personaggio è stata una priorità assoluta per noi. Volevamo che ogni giocatore potesse forgiare un Revenant Hunter che fosse un'estensione unica della propria immaginazione, un vero riflesso del loro stile di gioco e della loro personalità." — Dichiarazione ufficiale da Bandai Namco Entertainment Europe.
Le edizioni Deluxe e Ultimate del gioco offrono un accesso anticipato di tre giorni, disponibile dal 27 gennaio. Questa strategia di lancio, ormai comune nel settore, premia la fedeltà dei fan più accaniti e genera un buzz iniziale cruciale per il successo commerciale. Il prezzo di €69,99, in linea con gli standard attuali per i titoli AAA, riflette l'ambizione e la portata del progetto. Tuttavia, è un prezzo che impone aspettative elevate. Sarà Code Vein II in grado di giustificare un tale investimento, non solo in termini di ore di gioco, ma di impatto emotivo e artistico?
Le prime impressioni da una preview hands-on di circa 2 ore e mezza hanno suggerito che il secondo capitolo "promette di migliorare ogni aspetto del primo capitolo e di ampliare adeguatamente la formula", posizionandosi come un'evoluzione più complessa e raffinata della serie soulslike, secondo quanto riportato da The Games Machine. Questo è un giudizio significativo, ma l'esperienza completa è sempre più complessa di un'anteprima. Il rischio di cadere nella ripetitività, o di non riuscire a bilanciare la difficoltà con la gratificazione, è sempre dietro l'angolo in un genere così esigente. Solo il lancio definitivo potrà dire se Bandai Namco Studios avrà davvero colpito nel segno, o se Code Vein II rimarrà un'altra promessa incompiuta nel vasto panorama videoludico.
L'importanza di Code Vein II trascende il semplice lancio di un sequel. Si tratta di un banco di prova cruciale per Bandai Namco Studios nel consolidare un nuovo brand di punta al di fuori delle consolidate saghe come "Dark Souls" o "Elden Ring". Il primo Code Vein, con tutti i suoi difetti, aveva dimostrato che l'estetica anime poteva sposarsi con il gameplay punitivo del genere soulslike, creando una nicchia di appassionati fedelissimi. Questo secondo capitolo arriva in un momento diverso, in un mercato saturo di titoli che chiedono tempo e dedizione. Il suo successo o fallimento segnerà la direzione futura dell'azienda nella produzione di IP originali di alta fascia.
Culturalmente, il gioco rappresenta un ponte. Attrae sia il pubblico occidentale affamato di sfida che il pubblico giapponese e internazionale appassionato di design dei personaggi e narrazione melodrammatica. La scelta di esplorare temi come la memoria, il tempo e la redenzione attraverso una lente così spettacolare e violenta è una caratteristica distintiva della produzione nipponica contemporanea. Code Vein II non crea una tendenza, ma la rafforza e la porta a un pubblico potenzialmente più vasto, grazie a un budget e a una visibilità maggiori.
"Il successo di Code Vein II potrebbe aprire le porte a una nuova ondata di action RPG ibridi che osino fondere stili visivi e meccaniche di gioco apparentemente distanti. È un esperimento su larga scala che, se funziona, dimostrerà che la sperimentazione stilistica non è in conflitto con il successo commerciale." — Michele Bianchi, Direttore di The Games Magazine.
L'industria osserva con attenzione. Il prezzo di €69,99, l'accesso anticipato per le edizioni speciali e l'ampia campagna di marketing dimostrano che Bandai Namco crede nell'operazione. Ma la vera eredità del gioco sarà determinata dalla sua capacità di mantenere una community attiva nel lungo periodo, attraverso un eventuale supporto post-lancio, contenuti aggiuntivi e, forse, una scena competitiva o cooperativa solida. In un'epoca in cui i giochi vivono per anni dopo il loro debutto, Code Vein II deve essere pensato non come un prodotto, ma come un servizio in continua evoluzione.
Per quanto promettente, il progetto non è esente da rischi e potenziali criticità. La più evidente riguarda la formula soulslike stessa. Dopo anni di imitazioni e variazioni sul tema, il pubblico inizia a mostrare segni di stanchezza. Code Vein II promette di innovare con il sistema dei partner e il viaggio nel tempo, ma il nucleo centrale dell'esplorazione di aree interconnesse, dei checkpoint e dei boss estremamente difficili rimane invariato. L'innovazione è sufficiente o rischia di essere percepita come un semplice restyling?
Un altro punto debole potrebbe rivelarsi la narrativa. La premessa temporale è affascinante, ma il rischio di cadere in paradossi narrativi o in una trama eccessivamente convoluta è concreto. La scrittura dei personaggi dovrà essere notevolmente superiore a quella del primo capitolo, che spesso peccava di dialoghi didascalici e caratterizzazioni unidimensionali. La figura di Lou, centrale per l'intera esperienza, deve essere credibile e sfaccettata, non una semplice macchina per i viaggi nel tempo con un sorriso accattivante.
Infine, c'è la questione tecnica. Il primo Code Vein non era esattamente un capolavoro di ottimizzazione, specialmente su PC. Code Vein II, sfruttando il potenziale di PlayStation 5 e Xbox Series X|S, deve offrire un'esperienza fluida, con tempi di caricaggio ridotti al minimo e una stabilità del framerate ferrea, specialmente durante gli scontri più caotici. Un calo di prestazioni in un gioco che richiede precisione millimetrica equivale a un fallimento progettuale. La demo del character creator, sebbene impressionante, non è un indicatore affidabile delle performance in-game durante le fasi di combattimento più intense.
Il lancio del 30 gennaio 2026 sarà quindi uno scrutinio pubblico su tutti questi fronti. I giocatori che hanno preordinato l'edizione Deluxe o Ultimate avranno la loro prima occasione di giudicare dal 27 gennaio, quando scatterà l'accesso anticipato. Le prime recensioni, i gameplay in streaming e le discussioni sui forum forgieranno la percezione pubblica nelle prime, decisive 48 ore. Bandai Namco ha costruito l'attesa con maestria, ma ora deve consegnare un'opera che resista all'esame minuzioso di una community diventata, nel corso degli anni, estremamente sofisticata e esigente.
Code Vein II non deve solo essere un buon gioco. Deve giustificare sette anni di attesa, un prezzo pieno e la scelta di investire in un'IP che, fino ad oggi, è rimasta nell'ombra dei colossi dell'azienda. La posta in gioco è alta. La Sunken City, l'Undead Forest e l'isola di MagMell sono pronte a essere esplorate. Ma il viaggio più pericoloso non sarà quello del Cacciatore di Revenant attraverso il tempo, ma quello dello sviluppatore attraverso le alte aspettative dei giocatori, un territorio altrettanto insidioso e pieno di orrori. Il 30 gennaio 2026, quel viaggio avrà finalmente inizio.
In conclusione, l'annuncio di Code Vein II per il 2026 segna il ritorno tanto atteso di un action RPG che promette di unire ancora una volta l'estetica anime a un gameplay sfidante. Dopo sette anni di attesa, i fan possono prepararsi a reimmergersi in un mondo oscuro e implacabile. Sarete pronti a brandire di nuovo la vostra arma quando il cuore ricomincerà a battere?
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